San Valentino

8 02 2010

Salve!

Eccomi a voi dopo tanto tempo: oggi dedico il focus on alla festa di San Valentino che si festeggerà questa domenica.

San Valentino (ca. 176Roma, 273) fu vescovo e martire cristiano. Venerato come santo dalla Chiesa cattolica, da quella ortodossa e dalla Chiesa anglicana. Fu convertito al cristianesimo e ordinato vescovo da san Feliciano di Foligno nel 197. Nell’anno 270 Valentino è a Roma per predicare il Vangelo e convertire i pagani. Invitato dall’imperatore Claudio II il Gotico a sospendere la celebrazione religiosa e ad abiurare la propria fede, rifiutò di farlo tentando di convertire l’imperatore stesso. Claudio II lo graziò affidandolo a una nobile famiglia.

Valentino venne arrestato una seconda volta sotto Aureliano, succeduto a Claudio II.  Durante le persecuzioni contro i cristiani, venne arrestato una terza volta e, poiché la popolarità di Valentino stava crescendo, i soldati lo catturarono e lo portarono fuori città lungo la via Flaminia per flagellarlo, temendo che la popolazione potesse insorgere in sua difesa; questo terzo arresto gli fu fatale: morì decapitato nel 273. Le sue spoglie furono sepolte sulla collina di Terni, al 63° miglio della Via Flaminia, nei pressi di una necropoli. Sul luogo sorse nel IV secolo una basilica nella quale attualmente sono custodite, in una teca, le sue reliquie.

Le reliquie pare siano state portate nella città dai tre discepoli del filosofo Cratone, Apollonio, Efebo e Procuro, convertiti dal futuro santo, e che per questo trafugamento furono martirizzati.

La festa di San Valentino fu istituita un paio di secoli dopo la morte di Valentino, nel 496, quando papa Gelasio I decise di sostituire la festività pagana della fertilità (i Lupercalia dedicati al dio Luperco) con una ispirata al messaggio d’amore diffuso dall’opera di san Valentino. Tale festa ricorre annualmente il 14 febbraio.

La festa di San Valentino è una ricorrenza dedicata agli innamorati e celebrata in gran parte del mondo (soprattutto in Europa, nelle Americhe e in Estremo Oriente ) il 14 febbraio. La ricorrenza di San Valentino, come già detto, ha sostituito in epoca cristiana i lupercalia romani, celebrati il 15 febbraio; questi riti erano però dedicati alla fertilità e non all’amore romantico. Nel 496 Papa Gelasio I dedicò il 14 febbraio al santo e martire San Valentino, presumibilmente anche con lo scopo di cristianizzare la festività romana. Sebbene la figura di San Valentino sia nota anche per il messaggio di amore portato da questo santo, l’associazione specifica con l’amore romantico e gli innamorati è quasi certamente posteriore, e la questione della sua origine è controversa.

Una delle tesi più note è che l’interpretazione di San Valentino come festa degli innamorati si debba ricondurre al circolo di Geoffrey Chaucer, che nel Parlamento degli Uccelli associa la ricorrenza al fidanzamento di Riccardo II d’Inghilterra e Anna di Boemia. Pur rimanendo incerta l’evoluzione storica della ricorrenza, ci sono alcuni riferimenti storici che fanno ritenere che la giornata di San Valentino fosse dedicata agli innamorati già dai primi secoli del II millennio. Fra questi c’è la fondazione a Parigi, il 14 febbraio 1400, dell’”Alto Tribunale dell’Amore”, un’istituzione ispirata ai principi dell’amor cortese. Il tribunale aveva lo scopo di decidere su controversie legate ai contratti d’amore, i tradimenti, e la violenza contro le donne.

L’uso di spedire “valentine” (bigliettini d’amore) nel mondo anglosassone risale almeno al XIX secolo. Già alla metà del secolo negli Stati Uniti alcuni imprenditori come Esther Howland (1828-1904) iniziarono a produrre biglietti di San Valentino su scala industriale; a sua volta, la Howland si ispirò a una tradizione antecedente originaria del Regno Unito. Fu proprio la produzione su vasta scala di biglietti d’auguri a dare impulso alla commercializzazione della ricorrenza e, al contempo, alla sua penetrazione nella cultura popolare. Il processo di commercializzazione della ricorrenza continuò nella seconda metà del XX secolo, soprattutto a partire dagli Stati Uniti. La tradizione dei biglietti amorosi iniziò a diventare secondaria rispetto allo scambio di regali come scatole di cioccolatini, mazzi di fiori, o gioielli. 





Il Natale

21 12 2009

Questa settimana si festeggia il Natale.
Immagino che questa non sia una notizia che vi coglie impreparati, era solo una precisazione per introdurre il focus on di questa settimana.

Il termine italiano Natale deriva dal latino natalis, qualcosa di “relativo alla nascita”.
Nel calendario romano il termine Natalis veniva usato per designare molte festività, come la Nascita di Roma, il 21 aprile, e il Dies Natalis Solis Invicti, la festa dalla nascita di Mitra, il Sole, che cadeva il 25 dicembre, introdotta da Aureliano nel 273 d.C. e sostituita durante il III secolo dalla festività cristiana.
Il Natale segna la nascita di Gesù o Natività del Signore.
Secondo il calendario liturgico cristiano è una solennità pari all’Epifania, l’Ascensione e la Pentecoste e di poco inferiore alla Pasqua (festività di grande importanza, grazie alla resurrezione di Cristo, e più antica, in quanto già presente nella tradizione ebraica).
E’ certamente la festa più popolarmente sentita e festeggiata di tutte le religioni basate sul Cristianesimo.





Immacolata Concezione

8 12 2009


L’Immacolata Concezione è un dogma cattolico, proclamato da papa Pio IX l’8 dicembre 1854 con la bolla Ineffabilis Deus, che sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento.
La Chiesa cattolica celebra la solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria l’8 dicembre.





RIDLEY SCOTT

30 11 2009

Oggi ricorre il compleanno di Ridley Scott.
Questo articolo è un po’ datato, risale al 2001 e pubblicato per la Bianco&Nero Production.
Ve lo ripropongo per festeggiare questo talentuoso regista.

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RIDLEY SCOTT

“Una nuova vita vi attende nelle colonie Extra-Mondo. L’occasione per ricominciare in un Eldorado di buone occasioni e di avventure, un nuovo clima, divertimenti ricreativi…” (Annuncio pubblicitario dall’alto, Blade Runner)
Quale miglior slogan poteva essere inventato dall’autore di oltre tremila spot pubblicitari?
Uno slogan che è, poi, il ritratto della sua vita. Ridley Scott nasce il 30 novembre 1937 a Stockton-on-Tees (Inghilterra). Dopo essersi diplomato al Royal College of Art si trasferisce negli Stati Uniti, dove realizza alcuni documentari per la Time-Life Inc. Rientrato in patria, lavora per un certo periodo per la BBC come scenografo (ha studiato pittura per sette anni ) e regista. In seguito fonda una società per la produzione di spot pubblicitari: solo negli anni ’60 ne realizzerà più di duemila.
Si può affermare che Scott è il duellante di se stesso, sempre in bilico tra il passato come produttore di spot ed il presente come regista cinematografico. Duellare, combattere, sopravvivere. Se queste sono le regole della vita, perché non possono essere i canoni dei film? Ed ecco che Ridley Scott diviene “il regista dei duelli”.
A partire dal suo film d’esordio, I Duellanti (1977) premiato a Cannes, dove troviamo il duello eterno tra i tenenti Hubert e Feraud; fino al suo più recente Il Gladiatore (2000), in cui il generale Massimo (Russell Crowe) combatte per l’Impero, sopravvive per vendicarsi e duella con l’Imperatore Commodo (Joaquin Phoenix). Interessante è la voluta partecipazione da parte di Scott del piccolo Giorgio Cantarini (Marcus, figlio di Massimo), l’indimenticato bambino de La Vita è Bella di Benigni. “Non è al genere peplum” dichiara durante la conferenza stampa a Roma “che mi sono ispirato, e nemmeno alla fedeltà storica. Noi siamo partiti da alcuni personaggi storici, come l’Imperatore Marco Aurelio e il suo travagliato rapporto con il figlio Commodo, per raccontare non la loro storia, ma quella del generale Maximus”. Come in quasi tutti i suoi film si diletta nel ricostruire gli ambienti con uno sguardo molto soggettivo. Così, l’utilizzo degli spettacoli per eccitare e manipolare le masse, la violenza più o meno manifesta delle competizioni sportive, gli aspetti divistici dei campioni dell’arena di allora, si riflettono negli eroi sportivi di oggi accomunando questa pellicola ad Ogni Maledetta Domenica di Oliver Stone.
Ed ancora duelli troviamo in Alien (1979) e Blade Runner (1982) (Blade Runner-The director’s cut- 1992), il primo contro una forma aliena ostile, il secondo contro individui (detti ‘replicanti’) creati dall’uomo. Nel primo, l’elemento essenziale, è la sopravvivenza delle due specie, l’umana da una parte e l’aliena dall’altra. Ed è proprio la creatura aliena, che compare molte volte, ma solo per brevi istanti e mai nella sua interezza, la vera protagonista del film. Costruito da Carlo Rambaldi, l’alieno, nei vari stadi della sua evoluzione, è frutto della mente dell’ artista svizzero H.R. Giger, i cui dipinti raffigurano cupe ambientazioni extraterrestri in cui si muovono creature nelle quali la biologia umana e quella aliena si fondono. Scott e Giger hanno indubbiamente creato uno dei mostri più terrificanti nella storia del cinema di suspense, il tutto avvolto in atmosfere cupe e ostili, come le paure più profonde di ognuno di noi.
In Blade Runner gli stessi elementi sono maggiormente sottolineati, creando nello spettatore una vena di simpatia per i Replicanti, vittime, più che carnefici, della società del 2019. Lo stesso Rick Deckard (Harrison Ford), un ex poliziotto e cacciatore di replicanti, ne viene conquistato e, per confessione recente di Scott, è uno di loro. Atmosfere grigie, perenne pioggia e caos sono gli elementi costanti della pellicola più cult di tutti i tempi. Un capolavoro che ha rivoluzionato la fantascienza ed ha ispirato il cyberpunk. La fama di questo film rende superfluo approfondire i dettagli della trama; vi sono però molti particolari interessanti, legati alla sua realizzazione, tra i quali la vaga ispirazione al romanzo “Cacciatore di androidi” di Philip K. Dick ed il titolo tratto dall’opera “The Bladerunner” di Alan E. Nourse; Scott ne acquistò i diritti ritenendolo adatto al personaggio e al film che voleva realizzare. Un ultimo particolare interessante è che le riprese aeree del finale voluto dalla produzione furono tratte dal film “Shining” di Stanley Kubrick.
Se Blade Runner è lotta per la vita, Thelma & Louise (1992) è lotta per la libertà. Una trama tutta al femminile per un’America maschilista, dove Thelma (Geena Davis), casalinga annoiata, e Louise (Susan Sarandon), cameriera in un bar, se la svignano con una Thunderbird ’66 decappottabile per una gita di tre giorni. L’incontro, però, con un potenziale stupratore ubriaco e volgare trasforma il loro tranquillo week-end d’evasione in una fuga attraverso il paese che cambierà la loro vita per sempre.
Cambiare vita, non necessariamente sulle “Colonie Extra-Mondo”, è il sottotesto di un’altra pellicola, molto contestata: Soldato Jane (1997). L’opera è stata aspramente criticata, non per essere un brutto lavoro, ma perché firmata dal grande maestro. Il solo consiglio sarebbe quello di vederla trascurandone la paternità. È una pellicola appassionante, eccellente sotto tutti gli aspetti, ma anche volutamente stereotipata per attribuire massima importanza all’argomento: l’ingresso della prima donna alla scuola degli incursori della marina americana (Seals).
Pellicole meno criticate e d’altro genere sono Chi Protegge il Testimone (1988) e Black Rain – Pioggia Sporca (1989). Entrambi seducenti, ma pur con la loro raffinatezza e il fascino, fanno parte di una cinematografia più comune che il regista perfezionerà sempre più. Azione e thriller per un filone cinematografico del periodo. Da sottolineare la bravura di Mimi Rogers nel primo, in cui interpreta la testimone oculare di un omicidio. Velatamente erotico ed al contempo romantico, il film in sé non è uno dei massimi capolavori, ma racchiude la maestria direttiva e la complessità tipica delle pellicole di Scott.
Concludono la cinematografia del regista tre titoli passati in sordina: Legend (1985), con un giovanissimo ed irriconoscibile Tom Cruise e le splendide musiche di Jerry Goldsmith. 1492: La Conquista del Paradiso (1992) con la strepitosa interpretazione di Gerard Depardieu nelle vesti di Cristoforo Colombo e L’Albatros – Oltre la Tempesta (1996).
Nella sua carriera, Ridley Scott, si è cimentato con la fantascienza ed il noir (Alien, Blade Runner), il road-movie (Thelma & Louise), il film in costume (I Duellanti, 1492: la conquista del paradiso), il fantasy (Legend), l’azione ed il poliziesco (Black Rain, Chi protegge il testimone), l’avventura (Albatross: oltre la tempesta, G.I.Jane). A dire il vero questa suddivisione non è che orientativa, in quanto ogni tipologia è rielaborata attraverso il cosiddetto “canada dry”: il ricreare ciò che già esiste. I film di Scott non solo hanno un alto contenuto sul livello drammatico, ma sono anche visivamente eccezionali ed emozionanti, con ogni singola scena, ogni inquadratura pianificata, rifinita e composta come un capolavoro d’arte pittorica, e questa grandissima cura nel ricercare immagini e atmosfere il più possibile evocative ed affascinanti rimarrà la caratteristica principale di tutta la sua produzione.








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